mercoledì 27 aprile 2011

Il blog della lista "Insieme per Alife"


mercoledì 20 aprile 2011

Alife.Liste e candidati

CANDIDATO SINDACO LISTE
Daniele Ciroli Insieme per Alife
Giuseppe Avecone Per Alife


Insieme per Alife

Gianfranco Di Caprio, Antonio Capriata, Antonio Del Basso, Gaetano Maietti, Maria Meola, Franco Offreda, Christian Onofrio, Daniela Ala Maria Pece, Emilio Pece, Pasquale Rega, Renatantonio Tavano, Vincenza Vetere.

Per Alife

Giuseppe Amato, Marco Bergamin, Emilio Del Giudice, Angelo Giammatteo, Enrico Palmieri, Giulio Riccio, Leandro Sannullo, Alfonso Santagata, Luigi Santagata, Pasquale Sasso, Gabriele Venditti, Luigi Zazzarino.

SEL ALIFE sostiene "INSIEME per ALIFE" con Cirioli Sindaco


Il circolo SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ di Alife dopo aver partecipato a diversi tavoli di trattativa per creare un alternativa all’attuale amministrazione e ai dodici anni devastanti per Alife, targati Vitelli, ha deciso di non esprimere nessun candidato per questa competizione elettorale,ma darà sostegno alla Lista “Insieme per Alife” con candidato sindaco Daniele Cirioli. Tale compagine, costituita da forze civiche,insieme al Pd, IDV e Vivi Alife, rappresenta per noi di SEL discontinuità e rinnovamento politico per Alife con figure propense solo ed esclusivamente al bene della comunità e in grado di far uscire Alife da questa gestione decennale fallimentare.  Auspichiamo che questa campagna elettorale sia basata su un confronto civile mettendo in evidenza i contenuti e le proposte utili per i cittadini di Alife così da costruire un’Alife migliore.

mercoledì 16 marzo 2011

 
E tu che mondo vuoi? Il giro d’Italia di Emergency per parlare di pace, democrazia e diritti umani

“Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse”: inizia così Il mondo che vogliamo, il manifesto di Emergency presentato da Gino Strada – fondatore dell’associazione – all’Incontro di Firenze sei mesi fa, e oggi insieme con esponenti della cultura e della società civile e con i cittadini che parteciperanno agli incontri che si stanno tenendo con grande successo in molti teatri d’Italia.

Appuntamento a Teano, domenica 20 marzo, ore 21,00 presso l’Auditorium Diocesano, in viale Italia, con un dibattito in cui interverranno:

Cecilia Strada, presidente di Emergency
Suor Rita Giaretta, attivista di casa RUT (Centro di Accoglienza per donne Immigrate)
Giuseppe Aragno, docente di Storia Contemporanea Università “Federico II”

Con questo ciclo di incontri, Emergency continua un impegno assunto sin dalla sua fondazione: all’attività di cura delle vittime della guerra e della povertà, l’associazione ha sempre affiancato la promozione di una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani.
Un impegno che si sta dimostrando sempre più necessario anche in Italia: anche nel nostro paese è indispensabile lavorare per impedire che diritti essenziali di tutti – il diritto a ricevere cure gratuite e d’eccellenza, il diritto a una scuola pubblica di qualità, il diritto a una pubblica informazione … – diventino privilegi di pochi.

Gruppo Alto Casertano
333 737 0000

venerdì 11 marzo 2011

Alife.IL DIFFICILE CAMMINO DEL RISORGIMENTO ITALIANO






Nel 150° ANNIVERSARIO dell’UNITA’ d’ITALIA
IL PARTITO DEMOCRATICO di ALIFE

con la collaborazione di:
SINISTRA ECOLGIA LIBERTA’ di ALIFE
Associazione OL.PAC.

organizza il convegno

IL DIFFICILE CAMMINO DEL RISORGIMENTO ITALIANO

L’UNITA’ D’ITALIA E LA COSTITUZIONE
Il “doppio” risorgimento italiano
Gianfranco Di Caprio

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Lettura dei principi fondamentali e della parte prima

ASPETTI E PERSONAGGI DEL RISORGIEMNTO ALIFANO
Il ruolo politco della famiglia Cornelio nell’800
Prof. Giovanni Guadagno


ALIFE, 13 marzo 2011 ore 19
Sala Consiliare del Comune di Alife

giovedì 10 marzo 2011

Il Matese e l’8 marzo.

La manifestazione dell’8 marzo a Piedimonte M. è stata un racconto di festa, che ha avuto i  toni caldi dei colori dei coriandoli, che con la complicità del vento piroettavano attorno ai bellissimi quadri esposti dagli artisti del Matese.
Si è magicamente vissuta un’atmosfera mista di voci, canto,  poesia ed arte che ha sprigionato emozioni di rinnovamento e possibilità.
E’ un percorso, questo, iniziato il 13 con la manifestazione “Se non ora quando”e che vede, ancora una volta, le donne protagoniste di una mobilitazione volta a scuotere con il loro vissuto le coscienze del nostro territorio.
Si sono inizialmente alternate sul palco le voci di Emanuela di Lullo ( The dream of butterfly) e le note (articoli) che armoniosamente la Costituzione pone  in difesa della donna,  raccontate e approfondite dalla  prof.ssa Lilly di Buccio, che ha spinto la sua riflessione anche sulla “giustizia di genere”.
La poeta e artista  Fausta Visconti, che ha ricevuto il premio letterario sulle pari opportunità, ci ha incantato con la sua poesia “Donna”. Ha proseguito la Cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio, "Donna impegnata per la Pace" che aveva aperto la manifestazione “ Se non ora quando” a Caserta. Lei ha ribadito la sua presenza nella piazza e nella mobilitazione proprio per una difesa strenua ed una valorizzazione della "Donna che osa nel nome della Pace difendere le proprie idee,  sfidare le incertezze e disarmare l' arroganza dell' uomo che considera le donne solo come un oggetto di piacere”.
E’ intervenuto, anche, il sindaco Avv. Vincenzo Cappello che ha riportato l’attenzione sulle origini della celebrazione, ricordando quel lontano marzo del 1911, quando 146 lavoratrici furono protagoniste di un devastante rogo nelle fabbriche di New York.
La riflessione si è, poi, soffermata sul ruolo combattivo che ha avuto la donna nel nostro territorio: un racconto di donne contadine, le “cafone” che nel 1911,  pur di non farsi defraudare della loro terra, della loro seppur umile esistenza, si sono ribellate all’esproprio delle terre da parte della Sme per la costruzione dell’odierna diga, a Letino, così subendo l’onta del carcere.
Dopo di che, è stata occasione gradita assistere al racconto sul palco di stralci del testo “Memorie di genere” (in prossima pubblicazione) opera nella quale si raccontano le voci, le memorie, le condizioni di lavoro e di vita di donne di Piedimonte Matese.
Un testo animato dalla presenza e voce di due donne (Dalila Fiore e Daniela Sautto) che hanno interpretato i racconti di vita di alcune donne intervistate.
Le condizioni di vita e di difficoltà del territorio, come quando si proietta la luce che attraversa un prisma di vetro,  hanno diversi colori e profondità:  si è rappresentata la condizione spesso inappagata e sofferente di una operatrice socio assistenziale, poi quella risoluta e combattiva della giovane ricercatrice e archeologa MariaChiara Scappaticcio.
Sono le donne che hanno voluto raccontarsi, sono le donne che sentendosi responsabili della deviazione nel sistema dei valori, si sono riproposte come partigiane della messa al mondo di una nuova Italia.
Quindi, e’ stata occasione per raccontare delle donne che lavorano stabilmente fuori e dentro casa, di quelle che cercano lavoro e non lo trovano, delle lavoratrici costrette al lavoro nero, delle licenziate, delle precarie, delle tante che hanno lasciato lontano le loro famiglie per occuparsi delle nostre, e delle donne ridotte in schiavitù.
La possibilità di questa narrazione è stata possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale, al supporto e confronto che il comitato di Piedimonte Matese “ Se non ora quando” ha avuto con il Prof. Costantino Leuci, agli artisti che hanno allietato l’evento ( tra cui tra gli altri Enzo Altieri), ai pittori che generosamente hanno contribuito con i loro quadri, e al lavoro alacre di Alessandro Riccitelli e Antonio Atzeni dell’Associazione per la Sinistra Matese.
Antonietta Fortini 
Comitato se non ora quando sezione Matese

lunedì 28 febbraio 2011

Scuola pubblica e bunga bunga


Adesso basta! Non si può continuare ad accettare tutto quel che propina il Presidente del Consiglio attraverso i mass media.
Durante due discorsi pubblici  ha osato dire che “libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". Secondo Berlusconi la scuola pubblica non è utile ai suoi fini perché è libera ed insegna ad essere cittadini di una nazione e non servi di un regime mediatico-economico. Solo quello che afferma Lui è vero e degno di essere inculcato con ogni mezzo, non ci deve essere coscienza critica nelle persone, bisogna essere sottomessi alla sua visione del mondo e non avere la mente aperta sul mondo. I giovani non hanno bisogno di studiare per avere successo nella vita, basta frequentare la sua scuola serale.
Infatti, ha anche concluso i discorsi invitando tutti al bunga  bunga con relativa spiegazione della parola secondo Lui che  cioè  “Non è quello che viene descritto. Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, …”. Attraverso la manipolazioni dei mezzi di comunicazione di massa vuole “inculcare” nella mente dei telespettatori e delle platee a cui si rivolge che le feste denominate bunga bunga erano solo un  modo di divertirsi senza secondi fini e che le ragazze erano state ricompensate lautamente solo per fare quattro chiacchiere e bere qualcosa. Siamo ormai all’esaltazione di modi di vita immorali e discutibili e al tentativo di coinvolgimento popolare in una visione del mondo fatta di sotterfugi, scorciatoie e mercimonio. Ma la realtà è un'altra ed è fatta di persone che ogni giorno lavorano duramente  per dare la possibilità ai propri figli di studiare in una scuola pubblica per avere nel futuro cittadini liberi di pensare e di scegliere quale ideologia politica seguire e portare avanti le proprie idee anche se contrarie a quelle della maggioranza.
Prof. Giacomo Venditti

sabato 12 febbraio 2011

SE NON ORA QUANDO ? MATESE PIEDIMONTE MATESE 13 FEBBRAIO

  




APPELLO ALLA MOBILITAZIONE DELLE DONNE ITALIANE
 DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011
SE NON ORA QUANDO ?  MATESE
PIEDIMONTE MATESE 13 FEBBRAIO
PIAZZA CARMINE ORE 11
BIBLIOTECA COMUNALE ORE 18


Si mobilitano le donne matesine per la manifestazione nazionale di Domenica :”SE NON ORA QUANDO?” a difesa della dignità delle donne. La manifestazione si terrà in mattinata alle ore 11 presso piazza Carmine con un gazebo informativo, e il pomeriggio alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale  si terrà un dibattito dal titolo “Non è un paese per donne” con diversi interventi. Alla manifestazione hanno aderito : ASS. Peter Pan di Piedimonte M., ASS. PERlaSinistraMatese, Speranza Provinciale AltoCasertano,circolo intercomunale SEL “AltroMatese”, PD Piedimonte M, IDV Piedimonte M.,PSI PiedimonteM, Forum Donne PRC Piedimonte, Cgil Piedimonte M,  PD Alife. Tutta la cittadinanza matesina è invitata a partecipare.

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.